"IL CASTELLO DEI DESTINI INCROCIATI"


Calvino si avvale di quest'opera per spiegare al lettore come si struttura "la macchina narrativa". Questo romanzo pu essere considerato quasi un giallo, dove i personaggi muti esprimono la loro personalit attraverso i tarocchi. L'autore intuisce quindi il rapporto esistente tra cartomanzia e scrittura. Nell'operazione dello scrittore invece si crea un "triangolo": lo scrittore, il pubblico ed il testo scritto. I singoli personaggi scelgono un tema, e pongono una carta sul tavolo. Calvino vuole attraverso il gioco di tali carte illuminare il processo inventivo dell'artista. Nel centro della composizione dei tarocchi resta un quadrato vuoto che la struttura profonda dalla quale si generano infinite strutture superficiali. Le carte possono inoltre rappresentare gli eventi della vita. Il romanzo strutturato in questo modo: la prima parte "Il castello dei destini incrociati" appunto, che comprende anche una parte intitolata "Tutte le altre storie"; la seconda parte si intitola "La taverna dei destini incrociati" le cui storie e accadimenti sono simili al precedente, ma cambia l'ambientazione.