Bologna 30/09/95 Mauro Nanni Una seconda fase per Kidslink ? ------------------------------- Il progetto KIdslink e' iniziato nell'ottobre del 1991 prendendo le mosse da isolate e sperimentali esperienze di telematica nella scuola dell'obbligo che facevano esclusivamente uso della posta elettronica. Nel corso di questi anni e' cresciuto coinvolgendo quasi un centinaio di scuole, di ogni ordine e grado, nella citta' di Bologna, e nella regione, permettendo l'attivita' di piu' di 200 tra insegnanti, operatori scolastici e tecnici. E' diventata una delle esperienze piu' significative di concreto utilizzo della tecnologia telematica nella scuola fungendo da "infrastruttura trasparente" per la realizzazione di attivita' e progetti interscolastici con finalita' didattiche. Nell'ambiente della ricerca, dove le reti sono utilizzate da piu' lungo tempo questo fenomeno di "trasparenza tecnologica" e' ormai giunto alla sua fase di effettiva maturita', e la rete e' ormai diventata uno strumento irrinunciabile, come la posta, il telefono, ed il fax per svolgere le piu' diverse attivita' di ricerca, amministrtive o per le relazioni interpersonali. Nessuno, se non ai piani alti dei ministeri, si chiede a cosa serva la rete. La si usa e si implementano sempre nuove funzionalita'. Nel caso del "progetto Kidslink", nato come progetto di sperimentazione, e basato in gran parte sul lavoro volontario di decine di insegnanti e tecnici, considerare oggi raggiunta una situazione di maturita' che da' per scontato l'aspetto tecnologico (e di relativa formazione) porterebbe a sottovalutare il problema della visibilita' e quindi della difendibilita' del progetto. Ma soprattutto sarebbe una sottovalutare dei problemi concreti che le scuole e gli insegnanti incontrano oggi, anche nella situazione peculiare di Bologna, nell'uso degli strumenti, e si perderebbe l'occasione di compiere ora un salto che permetta alle scuole di realizzare una essenziale rete informatica per la didattica. Qualche anno fa' parlare di KidsLink significava parlare soprattutto di scambi di messaggi con ragazzi di altre parti del mondo attraverso la posta elettronica, e l'obiettivo era quello di "favorire l'apprendimento delle tecniche informatiche, il contatto tra ragazzi appartenenti a differenti aree geografiche e culturali e lo studio delle lingue straniere". Questi obbiettivi, chiari e comprensibili, hanno permesso di coinvolgere insegnanti ed hanno portato ad uno scambio concreto di esperienze su temi precisi nel mondo della scuola. E' stato svolto un importantissimo lavoro di formazione rivolto agli insegnanti che ha portato anche al consolidarsi di un gruppo di interesse che ha promosso e portato avanti esperienze che andavano ben oltre gli obbiettivi iniziali. D'altra parte l'esplosione del "fenomeno Internet", l'offerta di servizi di connessione a pagamento, la differenziazione delle modalita' di collegamento e dei servizi possono essere una grande occasione per aumentare quantitativamente, ma anche qualitativamente le attivita' didattiche sulla rete, ma possono anche generare cocenti delusioni, con conseguenti rigetti, nello scoprire che l'Internet in quanto tale non ha ancora molto da offrire alle esigenze di una scuola italiana. L'Internet ha ben poco da offrire alle scuole se vista solo come un moderno videotel, ha moltissimo da offrire invece la rete e la tecnologia Internet se utilizzata come strumento di comunicazione di produzione e scambio dell'informazione tra realta' con finalita' omogenee. Il progetto Kidslink, e' nato su una attivita' ben definita di scambio di corrispondenza tra ragazzi di differenti paesi, si e' dotato di strumenti hardware e software conseguenti, ha potuto rapportarsi con insegnanti che affrontavano per la prima volta esperienze telematiche; grazie a questi incontri ha potuto verificare i problemi economici, organizzativi, ambientali che la trasposizione dello strumento rete incontra all'interno della scuola. Kidslink e' stato visto come un insieme coerente che comprendeva un progetto didattico, degli strumenti tecnici ed un sistema di formazione per l'uso di quegli strumenti. Anche noi spesso abbiamo chiamato "Kidslink" indifferentemente il progetto, il software, il calcolatore, la rete. Il rischio che corre oggi Kidslink, e' che "si riduca al solo calcolatore ed al software", annegato nella rete e nel clamore che circonda "l'Internet" ,e non piu' identificato da obbiettivi capaci di catalizzare l'interesse e la capacita' progettuale degli insegnanti, unico vero strumento per trasformare "l'Internet" in una risorsa per la scuola italiana. Per questo credo sia opportuno cercare assieme strade per lo sviluppo del progetto Kidslink, strade in gran parte gia' spontaneamente tracciate dall lavoro di questi anni, ma che dovremmo cercare di rendere piu' evidenti e ufficiali, e su cui tentare di coinvolgere le Istituzioni con cui siamo venuti in contatto. Una maggior chiarezza che ci permetta di superare, rilanciando, il clamore sulle reti in cui siamo ormai immersi. Nel corso di questi anni abbiamo spesso discusso e siamo stati bonariamente accusati di essere degli idraulici che stendono tubi informatici e di aver sottovalutato l'aspetto didattico. La forza e la vitalita' di Kidslink e' sicuramente stato quello di non aver solo, e astrattamente, parlato di reti e di cosa ci si poteva fare, ma di aver anche costruito una piccola cisterna e di aver insegnato come si apriva il rubinetto. Poi abbiamo visto che, pian piano, gli insegnanti ed i ragazzi hanno imparato anche a metterci "del loro" nella cisterna. La progettualita' didattica rimane l'elemento determinante, ma gli stessi progetti a volte non decollano perche' l'uso delle reti e' ancora marginale, difficile, o comunque non spontaneo nel mondo della scuola. Le proposte di lavori comuni (vedi ad esempio le proposte di Genova sull'ambiente e sulla storia) non sembrano aver avuto un grande seguito nelle scuole bolognesi, molto probabilmente perche' il messaggio e' arrivato ad un numero ancora limitato di interlocutori. Il moltiplicare per 10 o per 100 gli insegnanti che possono essere raggiunti significa che tra questi possono uscire quei pochi immediatamente interessati ad una proposta che hanno poi una funzione di traino sui colleghi. Siamo ancora lontani da una massa critica che permetta alle proposte lanciate sulla rete di autosostenersi spontaneamente. Quindi il problema "dei tubi" e' ben lomtano dall'essere risolto, e questo e' ancora determinante per la riuscita delle esperienze. Ne' possiamo rimandare le nostre esperienze a quando, forse tra 5, 10 o 20 anni tutte le scuole saranno in rete. Il "quando" ed il "come" le scuole saranno in rete dipendera' anche dalle esperienze e dalle soluzioni che saremo stati in grado di suggerire e praticare oggi. L'insegnamento importante che viene dalla rete Internet e' propro quello che una infrastruttura si e' realizzata, consolidata, ha raggiunto un livello planetario non sulla base di un grande progetto globale e totalizzante, bensi' spinto dalle esigenze e dai bisogni di comunita' omogenee che hanno trovato sulla rete risposte al bisogno di comunicare e di scambiarsi informazioni. Quindi, partendo dalla esperienza di questi anni ritengo si possa lanciare, con piu' chiarezza l'obbiettivo di realizzare una "rete in tecnologia internet per le scuole di Bologna" (o della regione ?) rete che possa dialogare con le altre esperienze nazionali ed internazionali. E questo e' cosa diversa che "portare in Internet le scuole", obbiettivo che si scontra immediatamente con il rischio di sfilacciamenti di esperienze, necessita' di trovare "providers" e finanziamenti adeguati (e complessivamente ingenti), ma soprattutto presenta il rischio di lasciare navigatori abbandonati a se' stessi in un mare di informazioni non immediatamente utilizzabili per i loro fini. Questo non vuol dire tagliare i collegamenti con l'Internet che gia' esistono e sono essenziali per lo svolgimento delle attivita' didattiche in corso, ma mettere l'accento soprattutto sulle infrastrutture "interne", investire per collegare, primariamente tra loro, le scuole della citta', della provincia, della regione, realizzare una infrastruttura che potra' un domani chiedere, come rete e non come somma di esigenze sparse, un accesso piu' efficente e definitivo alla rete pubblica o privata che sia. 1) La rete in tecnologia Internet delle scuole. Parlare oggi di realizzare una rete delle scuole non vuol dire collegare con linee dedicate le centinaia di scuole della provincia (o della regione), ipotesi che richiederebbe bugget di centinaia di milioni, ma approntare servers, cioe' nodi di accesso a cui le scuole si possano collegare, attraverso il normale telefono, e mettere a disposizione gli strumenti e le informazioni essenziali per l'uso della rete telematica. E' inutile ed antieconomico che scuole che stanno svolgendo un lavoro in comune chiedano singoli collegamenti ad Internet, pagando centinaia di migliaia di lire all'anno per comunicare tra loro. E' nettamente piu' opportuno che queste stesse scuole possano far riferimento ad uno o piu' server dedicati su cui trovare anche informazioni specifiche, saranno poi questi server che dovranno essere collegati ad Internet. Ma anche all'interno delle scuole si pone il problema di come utilizzare concretamente la risorsa rete. L'esperienza di questi anni ha messo in luce molti problemi che vanno dalla difficolta' ad avere accesso alle line telefoniche, a problemi tecnici di configurazione dei modem e del software, alle difficolta' organizzative per sfruttare le opportunita' e le occasioni di lavoro che la rete offre. Quando diciamo che oggi quasi un centinaio di scuole hanno accesso alla rete ed al server Kidslink intendiamo dire che per ogni scuola esiste un username collettivo della scuola e mediamente un paio di username personali di insegnanti. La stragrande maggioranza del "lavoro scolastico via rete" viene compiuto attraverso la posta elettronica o varianti di questa. Questo significa che le classi che partecipano, cioe' decine o centinaia di ragazzi utilizzano lo stesso username, spediscono la posta dallo stesso indirizzo e, sullo stesso indirizzo, ricevono. Il lavoro degli insegnanti e degli operatori tecnologici si e' cosi' trasformato anche in quello di postini per dividere e recapitare la posta in arrivo e per organizzare la spedizione. Per un utilizzo piu' semplice e naturale della rete sarebbe opportuno che ogni scuola potesse diventare un "nodo della rete" almeno dal punto di vista della posta elettronica, cioe' ci fosse un sistema su cui abilitare gli insegnanti, le classi, i gruppi di lavoro o i singoli studenti a seconda delle esigenze e dei programmi della scuola stessa. Un sistema automatico che provvedesse a inviare/ricevere la posta, magari in ore notturne quando le tariffe sono piu' contenute, e fosse accessibile da parte di tutti, insegnanti, classi, studenti durante il giorno. Un "nodo della rete" sarebbe piu' facilmente fruibile qualora fosse integrato in una piccola rete locale a cui collegare tutti i calcolatori del laboratorio di informatica (o della scuola), questo permetterebbe un uso piu' immediato e naturale della posta elettronica da parte di tutta la comunita' scolastica togliendo agli insegnanti il gravoso ruolo del "postino". Esistono differenti tecnologie per realizzare questi servizi, un istituto tecnico, in cui sono presenti solide competenze informatiche potrebbe decidere di installare un sistema multiutente Unix, ma dove esistono solo conoscenze del sistema operativo MS-DOS o Window si potrebbe allestire lo stesso sistema facendo uso di un programma quale "Waffle" che puo' funzionare anche su un vecchio calcolatore XT o 286. Questi sistemi possono chiamare automaticamente i server della rete, oppure singole scuole potrebbero accordarsi, in presenza di progetti di lavoro comuni, di chiamarsi direttamente per lo scambio della posta e dei file. Inoltre gli stessi sistemi potrebbero essere utilizzati per permettere agli studenti ed agli insegnanti di "chiamare la scuola" da casa, qualora si intendesse mettere a disposizione dei servizi. La posta elettronica e la messaggistica in genere costituisce lo strumento piu' stimolante e produttivo per l'utilizzo delle reti nel coordinamento e nello svolgimento di esperienze didattiche. Si stanno diffondendo oggi nuovi strumenti per la realizzazione di sistemi informativi e per la "navigazione nella rete", strumenti a volte confusi con la stessa rete Internet, tanta e' l'associazione che ne viene data dai mass media. I Word Wide Web ed i "browser" quali il Mosaic o il Netscape permettono di realizzare sistemi informativi di facile utilizzo e di visibilita' globale. Non e' ancora chiaro come strumenti di questo tipo possono essere usati e fruiti nel corso delle attivita' didattiche. Se possono essere di grande aiuto per la ricerca e la documentazione da parte dei singoli insegnanti e' pero' difficile usare 'di fronte ad uno classe' un Mosaic via rete, a meno che non si disponga di un sistema per la proiezione su grande schermo. Il problema e' che questi strumenti ipertestuali sono nati per un utilizzo sincrono e diretto (un uomo un calcolatore collegato via rete). Anche in questo caso una rete locale potrebbe facilitare la vita, realizzando un server WWW nella scuola (e' possibile farlo anche con calcolatori DOS) visibile da tutte le macchine che stanno sulla rete locale. Inoltre, Disponendo di un buon modem, e con un certo lavoro organizzativo sarebbe possibile permettere a tutte le macchine di vedere i WWW di Internet. Stimolante ed educativo viene ad essere la produzione di lavori, ricerche, progetti condotti utilizzando questi nuovi strumenti (linguaggio HTML), lavori che possono essere ospitati sui "server" della rete e resi visibili a tutto il mondo. Questi stessi lavori dovrebbero essere portati sui server e resi visibili on-line, ma anche salvati in modo da poter essere "catturati come un prodotto autoconsistente" copiati su una macchina di una scuola e "fruiti in loco" come gli attuali ipertesti. La rete delle scuole in tecnologia Internet deve quindi essere uno strumento che utilizza tutte le opportunita' oggi esistenti, con particolare riguardo alle "tecnologie povere" che richiedono scarse conoscenze informatiche e scarsi mezzi economici e che quindi possono essere utilizzati nella maggioranza delle scuole. 2) La struttura della rete La rete delle scuole si articola quindi in due strutture complementari, un numero limitato di server, tra loro fisicamente interconnessi e con una gestione coordinata ed i nodi (le scuole) che accedono ai server. Il progetto Kidslink ha sviluppato un proprio software di "interfaccia alla rete", software che rimane ancora valido e che, attraverso alcune modifiche puo' permettere di utilizzare tutte le funzionalita' della rete stessa. E' possibile oggi integrare questo software, ed il relativo approccio incentrato su un solo nodo, attraverso nuovi strumenti ed una diversa, e piu' funzionale architettura della rete. 2.1) I Server della rete Per ottenere una piena funzionalita' di rete si e' scelto di utilizzare server con sistema operativo Linux, che unisce alla completezza dello Unix il vantaggio di un software gratuito che gira su classici e (relativamente economici) sistemi Intel 386 o 486. Gia' oggi a Bologna sono in funzione piu' server; oltre a Kidslink, installato nel 1992 e' stato attivato nel 1995 un server presso il CUF, e stanno per essere resi operativi i server dell'ITIS e del IRRSAE. Scelte analoghe sono state fatte a Cesena e Genova, nodi della rete per la cooperazione didattica "Nicole" che utilizza le infrastrutture del Garr. Il server del CUF, e' collegato alle reti del Comune di Bologna, mentre il server Kidslink accede alla rete Internet attraverso una convenzione stipulata tra Comune, CNR e Arci Computer Club che e' stata alla base del progetto. Sarebbe opportuno, e "politicamente" significativo, che tutti i collegamenti di nuovi server (o scuole che possono permettersi linee dedicate) fossero comunque centralizzati su un "router delle scuole" questo ad evitare che gran parte del traffico "interno" al mondo scolastico si scaricasse su reti altrui. Per la interconnessione dei server e' pure da studiare e verificare le tecnologie della "connessione automatica a richiesta" che potrebbe permettere di realizzare line "quasi" dedicate al "quasi" costo di commutate. Comunque la visibilita' delle scuole bolognesi attraverso un "unico punto" potrebbe notevolmente facilitare la realizzazione di contratti e convenzioni con "provider" pubblici e/o privati. Questo discorso andrebbe ovviamente rivisto nell'ipotesi di una estensione della rete a livello regionale o nazionale dove, dati gli alti costi delle linee, sarebbe opportuno stabilire convenzioni con la rete pubblica Garr o con privati. Sui server della rete delle scuole dovrebbe essere disponibile: - Il software Kidslink (per chi comincia ed ha limitate esigenze) - I protocolli UUCP con gateway verso i servizi di mail e news - Server dei servizi Slip ed Eudora - Server httpd, Gopher, FTP e spazio disco per quelle scuole che vogliono inserire informazioni di tipo WWW o Gopher . - Un server news - Software e documentazione tecnica dei prodotti Si intende procedere alla specializzazione dei nodi di accesso rispetto alla tipologia di utente: punto di accesso per le scuole elementari (CUF), medie (KIDSLINK), superiori (ITIS). Limitatamente alle funzioni di posta elettronica conferenze e aree file e' possibile pensare di utilizzare sistemi Waffle (su DOS) quali server per altre scuole. L'esperienza potrebbe essere interessante per realta' periferiche o di altre province che stanno iniziando ora ad avvicinarsi alle esperienze di rete. Questi nodi secondari potrebbero fare collegamenti automatici notturni sui nodi primari. 2.2) Le scuole come nodi Le scuole che partecipano al progetto per attivita' didattiche hanno oggi a disposizione una vasta scelta di prodotti che, con differenti livelli di funzionalita', permettono l'accesso alla rete. La presenza nelle scuole di reti locali facilita l'accesso e l'utilizzo dei servizi sulle reti geografiche per la didattica. Va in questa direzione il nuovo sistema operativo Window-95 che permette la realizzazione di semplici reti locali 'peer to peer' e che contiene un supporto per la connessione ai protocolli tcp-ip. Purtoppo Window-95 non puo' girare su molti dei vecchi calcolatori disponibili nelle scuole, (richiede almeno un 386 con 4Mby di memoria) una scelta alternativa potrebbe essere una rete economica quale Lantastic o Novell-lite. Tali reti richiedono investimenti dell'ordine di 200.000 Lire per calcolatore da collegare. Il progetto Kidslink dovra' quindi prendere in considerazione il problema di fornire un supporto di consulenza per la scelta e la realizzazione di reti locali. Gli strumenti che una scuola puo' utilizzare per accedere a server di rete sono: - Emulatore terminale (es. Telix) un calcolatore di basse prestazioni (anche XT con DOS) ed un modem per utilizzare l'interfaccia Kidslink sui server della rete. E' la modalita' usata fino ad oggi, funziona ed e' semplice ed affidabile. Implica un maggior lavoro a posteriori "nella scuola" per utilizzare le informazioni ed i messaggi provenienti dalla rete. - Sistema Waffle per realizzare un nodo in cui la scuola stessa puo' decidere come identificare i propri utenti. Anche questo puo' funzionare su un sistema DOS XT o superiore, in combinazione con Windows puo' fornire evoluti sistemi di gestione della posta. Permette collegamenti automatici per lo scambio della posta elettronica via UUCP. - Strumenti di navigazione basati su Slip (Eudora, Mosaic, Netscape etc), richiedono sistemi piu' evoluti (386 o superiori con Window) e modem veloci (14400). Permettono, collegandosi ai server, di vedere i servizi piu' evoluti della rete. - Server locali Linux che offrono una vera multiutenza ed una completa funzionalita' di nodi di rete che possono connettersi via UUCP o protocolli piu' evoluti. Questa soluzione purtroppo richiede la conoscenza di un sistema operativo complesso (Unix) ed e' consigliabile solamente a istituti superiori che abbiano personale disponibile a prendersi in carico la gestione. Tutti questi strumenti, costituiti da software in gran parte gratuito sono a disposizione presso i server di rete del progetto kidslink possono essere acquisiti direttamente via modem avendo a disposizione almeno un emulatore di terminale. Si provvedera' ad un loro aggiornamento e a mettere a disposizione un minimo di documentazione per l'utilizzo. 3) I progetti didattici I progetti didattici sono gli obbiettivi che si intendono realizzare utilizzando i servizi di rete. Anche se con il tempo sara' sempre piu' evidente che le potenzialita' del mezzo non sono confinabili all'interno di un singolo progetto e i singoli insegnanti saranno in grado di trovare proprie applicazioni per la rete, e' opportuno focalizzare alcune progetti, portati avanti in modo coordinato sulla rete Kidslink. A fianco delle esperienze "storiche": - Scambio di corrispondenza tra i ragazzi di differenti aree geografiche e culturali (Kidlink). - Invito alla lettura e realizzazione di un archivio delle recensioni dei libri per ragazzi scritte dai ragazzi (Fahrenaith) - Giochiamo con i testi (lipogrammi) - Redazione giornalistica in rete Sarebbe il caso di trovare alcune altre "parole chiavi" da mettere in evidenza nella presentazione del progetto, portando a termine la recensione delle attivita' gia' svolte e lanciando nuove iniziative basate anche sul coinvolgimento di enti ed organizzazioni che "si affacciano alla rete". Come in altri casi, anche nelle attivita' di rete e' essenziale il ruolo "dell'animatore/coordinatore" sia nelle aree di discussione sia in attivita' piu' complesse. Questo ruolo potrebbe essere assunto da singole scuole o da gruppi, da associazioni (ambientali, culturali, sportive), da istituzioni, universita', enti di ricerca su tematiche specifiche. In particolare nella nostra specifica situazione potremmo contare su: - Gli insegnanti del Cuf nel coordinamento di attivita' rivolte alle elementati e nel progetto IDA che potrebbe trovare una sua estensione attraverso i servizi di rete. - Coinvolgimento degli IRRSAE su tematiche specifiche. - Gli istituti CNR/Univeritari che si occupano di tematiche didattiche, alcuni dei quali hanno gia' in corso attivita' con alcune scuole di Bologna. - Associazioni culturali quali "Verso dove" (Poesia) con cui realizzare attivita' congiunte. - Assessorato all'ambiente del Comune di Bologna (SARA ed altro) - ..... ???? ..... 4) Le altre "reti" Tutte le altre esperienze che si stanno oggi affacciando alla rete (Torino, Negri, etc) possono essere referenti importanti per creare occasioni di collaborazione. Sarebbe comunque importante individuare alcuni temi specifici che caratterizzano la rete KidsLink da proporre anche ad altri soggetti, questo per mantenere una visibilita' specifica della nostra esperienza. - KidLink Il "KidLink Project" e' stato il progetto su cui e' nata l'esperienza cittadina e che continua a fornire la maggior parte delle occasioni di comunicazione con le scuole straniere. Negli ultimi anni i nostri rapporti con gli organizzatori del progetto si sono molto affievoliti e si sono perse eventuali evoluzioni delle attivita'. Si e' pure mancata l'occasione di realizzare una lista di corrispondenza internazionale in lingua italiana (CAFE-IT). Questo per il maggior impegno posto sulla parte locale del progetto che ha assorbito tutte le energie disponibili. Sarebbe opportuno trovare qualcuno che, conoscendo la lingua inglese, avesse il tempo di seguire le attivita' del progetto internazionale e riportasse le cose piu' importanti. Cosi' come sarebbe opportuno trovare un coordinatore che potesse fare da referente alla lista di discussione tra i ragazzi CAFE-IT. - Nicole "Nicole" e' una rete di cui siamo stati promotori e che convolge soggetti quale: Univ.Cesena, ITD, Bocconi, Cnuce etc con cui e' estremamente importante mantenere dei rapporti anche per la presenza di competenze pedagogiche e tecniche. Il coinvolgimento di differenti enti appartenenti al GARR potrebbe prefigurare un rapporto piu' organico tra la rete della ricerca ed il mondo della scuola. Gia' in passato si sono svolte attivita' in comune che andrebbero comunque ripensate e riproposte con maggior impegno. Un incontro dei "membri Nicole" e' in programma per la fine del mese. - Iperbole Il rapporto con l'esperienza "Iperbole" sta chiarendosi in questi mesi e probabilmente a settembre il server KidsLink sara' visibile anche per gli utenti di Iperbole. Ci pare di aver capito che, stante l'attuale convenzione tra il Comune ed il provider Cineca, le scuole in quanto tali non possono avere un accesso gratuito ad Iperbole, ma il Comune, in qualita' di promotore del progetto Kidslink, potrebbe prendere in esame l'estensione per includere il diritto di accesso, da Iperbole, a tutti i server in ambito cittadino. Questa operazione risulterebbe notevolnente facilitata dalla integrazione, su una rete proprietaria, di tutti i servizi dedicati alle scuole. Sarebbe il caso di rafforzare ulteriormente i rapporti con Iperbole anche per non rimanere estranei ai progetti di realizzazione di una rete metropolitana ad alta velocita'; non tanto perche' il progetto Kidslink necessiti di infrastrutture di questo tipo, quanto per inserire in modo organico una potenziale "rete delle scuole" nella piu' ampia rete cittadina che dovrebbe comprendere, tra l'altro, Enti pubblici, Universita' ed Enti della ricerca.